Giovanni Ricci

Giovanni Ricci: Art. UNO, progressisti fra i giovani, democratici in Europa

E’ già passato qualche mese dalla presentazione del simbolo di Articolo UNO, un simbolo che vuole rimettere in chiaro che anche nella nostra “molle” contemporaneità liquida le parole “Socialismo”, “Democrazia” e “Progresso” possono essere messe insieme per un valido progetto politico.

Siamo i “berlingueriani del terzo millennio”, con tutte le responsabilità morali, politiche ed ideologiche che questa definizione comporta.
In questa sfida ardua con obbiettivi di portata storica, noi di MDP ci siamo messi in gioco.

E’ difficile però immaginare una vittoria senza aver prima affrontato due importanti questioni. La prima riguarda le forze messe in campo e la loro età, la seconda il terreno sul quale ci stiamo mettendo in azione.

La sinistra sta già pagando la sua assenza fra le generazioni “post-bolognina”, e ciò è evidente in una gioventù che o cerca risposte alla nostra realtà negli estremismi di destra e di sinistra o resta abbandonata a se stessa. Nel mondo della scuola Lotta Studentesca irrompe nei Licei promettendo ai giovani il riscatto dell’Italia a suon di slogan e violenza fascista. Al di fuori raccoglie giovani proseliti nelle periferie delle grandi città il Fronte della Gioventù Comunista, la frangia giovanile del movimento di quel Marco Rizzo che disse “nel pantheon del nuovo PC c’è spazio per Stalin, non per Berlinguer”, tra occhiolini alla Corea del Nord e battaglie per l’uscita dall’Unione Europea.
Il resto dei giovani è assolutamente indifferente, come dimostra il sondaggio Toniolo pubblicato ultimamente su Repubblica, il quale avverte che nel Bel Paese solo un giovane su cinque ha idea di cosa sia la politica.
Ci troviamo di fronte, d’altronde, alla generazione che ha in gran parte, come unico mito, obbiettivo e fine quello del “denaro”, uno dei pochi valori sopravvissuti al crollo di un muro che i giovani d’oggi non hanno visto crollare.

Per noi di Articolo UNO non è idealmente accettabile che i giovani non parteggino, probabilmente perché Gramsci ci ha fatto in qualche modo da maestro, ma praticamente a volte abbiamo difficoltà a trovare un militante giovane fra le tante (e preziose) “teste bianche” durante le nostre iniziative. Siamo idealmente convinti che il comunismo sovietico e stalinista sia aberrante, che il capitalismo selvaggio non ci piaccia e che ci sia molto da imparare da Bernie Sanders, ma praticamente vediamo ancora i nostri giovani vessati da un neoliberismo che ha impoverito le loro scuole e i loro luoghi d’incontro, in una contemporaneità fatta del “timore di diventare poveri, che tutto quanto ostentano e tutto il resto invidiano” per dirla come Frankie-Hi-NRG.
Siamo noi a non dimenticare Pio La Torre, ma siamo ancora lontani dai ragazzi delle periferie del sud che crescono fra i tentacoli della mala senza alcun orizzonte lavorativo. Allo stesso tempo siamo per “un ideale rosso e verde” come dice Enrico Rossi, ma ancora non irrompiamo con decisione fra i giovani di Taranto che continuano ad ammalarsi fra gli interessi e le polveri dei un capitalismo spietato.

ArticoloUNO si ispira alle parole di un certo Enrico che diceva “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”.
Se il nostro è un movimento cosciente di queste parole non può non porsi la questione “come riconquistare i giovani”.
Sarà il caso di mettere su un movimento giovanile o di entrare nel mondo dei “millenials” attraverso associazioni studentesche, cultuali e social networks?
Questo sta a noi deciderlo, e la speranza si ripone nelle prossime assemblee, progetti ed incontri nazionali. Di certo, non possiamo ignorare quello che è un nuovo fermento giovanile che si puòriscontrare nell’appello che più di 500 giovani under 30 hanno sottoscritto sul sito di ArticoloUNO per una politica nuova ed inclusiva. Se fra i giovani c’è fame di giustizia e di politica, è ora che il nostro movimento dia loro pane per i loro denti ed offra loro una mano in una lotta quotidiana che li metta in prima linea.

In secondo luogo, noi di ArticoloUNO, dobbiamo avere ben chiaro su quale campo ci siamo messi in gioco.
Sempre un certo Enrico lanciò a cavallo fra gli anni ’70 e ’80 l’idea di “Eurocomunismo”.
I tempi non erano forse maturi, ma da visionario egli era andato oltre quelli che sarebbero stati gli accordi di Maastricht, Shengen e Lisbona immaginando già un’Europa unita.
La nostra Europa è imperfetta, non c’è dubbio, ma negli anni ha continuato ad unirsi per progredire, a volte anche in maniera un po’ strampalata.
Nonostante la crisi e le defezioni dell’ultimo decennio, il cammino comunitario è tutt’oggi uno dei più grandi traguardi politici nell’intera storia d’Europa.
I tempi sono maturi per essere di sinistra ed europeisti allo stesso tempo, per immaginare non solo un’Italia migliore e progressista, ma un intero continente.
Non ci basta un’Europa unita solo dall’economia, il nostro orizzonte europeo è fatto di welfare, cultura e integrazione e proprio per questo dobbiamo scegliere la strada sulla quale vogliamo rilanciare un’Europa migliore, dal volto ancora più umano.
Non possiamo demordere, anche se il PSE ci ha anche sbarrato la strada, ammettendo anche che probabilmente quella del PD di Renzi, del PS di Hollande e della “socialdemocrazia dal tono basso” non è più la nostra casa.
Tocca a noi e a nuovi compagni rilanciare una nuova idea di Europa.
Dopo l’ambiziosa idea di Tsipras, il programma di Corbyn e la campagna di Schultz è giunto il momento anche per noi socialisti italiani di mettere sotto la nostra bandiera un’altra sfida ambiziosa.

L’Europa necessita di un nuovo protagonismo progressista. Se sarà capace di di raggiungere e gestire questo nuovo ruolo potrà essere aperta una nuova pagina per i lavoratori e gli studenti non solo della nostra grande terra. L’Europa servirà tanto ai nostri uomini e alle nostre donne quanto a quei popoli che ancor oggi continuano a combattere per la libertà, il progresso e la democrazia come i combattenti del Kurdistan che oggi lottano per la liberazione di Raqqa dallo Stato Islamico.
Parteggiando in Europa parteggeremo per un progresso e per un ideale internazionale.

Insomma..
Puntando su giovani e Europa Articolo UNO sarà un movimento con il cuore nel passato, la testa nel presente e le braccia nel futuro.
Nulla potrà essere più forte di una sinistra nuova e più giovane che avrà come obbiettivo quello di spezzare le catene del populismo e della destra internazionale, che impediscono all’Europa di riprendere il volo.
In questa nuova fase sarà comunque importante che la nostra lotta risuoni ancora delle parole di Berlinguer, Bauman, Di Vittorio e Falcone.

E’ il momento di metterci in cammino su queste nuove vie con nuovi strumenti, nuovi compagni, nuovi orizzonti.
Del resto.. Cambiano i tempi, non cambiano gli ideali.
Iscritto ad ArticoloUNO, Movimento Democratico e Progressista – Bologna

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