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Europee, Rossi: «Basta tergiversare, si a lista unitaria per battere post-fascisti e populisti»

Io non ho affatto rinunciato all’idea di dare vita nel Paese una forza di sinistra, che si ispiri al socialismo democratico e alla più avanzata dottrina sociale cattolica; che voglia rappresentare prioritariamente i bisogni e le attese dei lavoratori tutti e della parte più debole della società, e che intenda costruire un’alternativa di governo nelle drammatiche condizioni politiche attuali.
Ma intanto che fare?

Le elezioni europee, amministrative e regionali incombono. Finora, sono stati pochi i pronunciamenti chiari per costruire un argine, una coalizione larga in grado di competere elettoralmente con i nazionalpopulisti della Lega e del M5stelle. A parte il caso dell’Abruzzo, di cui si deve ringraziare Giovanni Legnini, e della Sardegna, con il candidato del centrosinistra Massimo Zedda.
Invece, la discussione è ancora incerta a livello nazionale.

La proposta di una lista unitaria basata su un programma di rafforzamento dell’Europa e di rinnovamento sul piano sociale ed economica, formulata da
Calenda, che anch’io ho sottoscritto, è credibile.
Soprattutto essa è adeguata all’urgenza: a maggio si vota.
Continuando a tergiversare, rischiamo di perdere tempo utile per lavorare sull’unica idea valida per non essere travolti: unità, unità e ancora unità di tutte le forze di sinistra e democratiche per arrestare l’andata dei post fascisti e dei populisti che sta portando l’Italia e l’Europa alla rovina.

A noi di sinistra spetta, prima di altri, mettere i contenuti sociali dentro questa alleanza democratica. Non sarà un compito facile, ma certamente sarà molto produttivo, se sapremo coinvolgere i cittadini e gli elettori.
Poi, dopo che avremo costruito l’argine, avremo modo e tempo anche per discutere, nel vivo di un sereno confronto politico, come organizzare e strutturare meglio l’alleanza; affinché le varie aree e correnti che la compongono possano articolarsi ed identificarsi nel rispetto reciproco; nella diversità e nell’unità.
Ora, però, il tempo è scaduto. È necessario subito procedere a costruire la lista unitaria e a dare battaglia nel Paese.
Io sono convinto che solo con questo atto di generosità sarà possibile parlare al cuore, ancora grande, democratico e solidale dell’Italia, che si riconosce nei principi della Costituzione e aspetta di essere chiamato alla speranza, alla lotta e all’impegno.
Una classe dirigente della sinistra che mancasse questo appuntamento, qui e ora, condannerebbe definitivamente se stessa.

Foto in evidenza: Enrico Rossi, presidente della Toscana

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