Palazzo Chigi

I numeri e le ragioni della sconfitta di Renzi e del Pd

Che cosa ci dice questo referendum? Stiamo ai dati. A distanza di 10 anni gli italiani sono tornati ad esprimersi su una riforma costituzionale che aveva contenuti, in parte, simili: superamento del bicameralismo, riduzione del numero dei parlamentari, riconduzione di poteri dalle regioni al centro del sistema, rafforzamento dell’esecutivo. Magari con forme e soluzioni diverse,…

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Renzismo: storia di una rivoluzione fallita

La sconfitta referendaria è come il fondo di un caffè. Svela l’oroscopo del renzismo. Quale occasione migliore, dunque, per raccontarne le due o tre cose che abbiamo capito di esso? Storicizzare Renzi, si disse, per comprenderlo. Ed è così che sul fare della sera la sua realtà si tinge di chiaro e di scuro.

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Il giorno dopo, come ricostruire il campo della sinistra

Si è aperta, immediatamente dopo aver avuto la certezza della sonora e, per i numeri, inaspettata sconfitta elettorale per i sostenitori della riforma costituzionale, la caccia all’errore, alla responsabilità madre che sta alla radice del clamoroso risultato. Faccio da molti, troppi, anni politica e ho consumato fiumi di inchiostro sulla “Settimana Enigmistica”, per non aver…

Renzi dimissioni

Dopo Renzi: un pacificatore nel Pd che si opponga ai “signori della guerra”

Chi vuole pacificare non deve presentarsi a mani nude, non deve essere chiamato da un signore della guerra, deve contrapporsi a tutti i signori della guerra. Se il Pd vuole la pace subito, sarà più facile. Ma prima o poi, chi vorrà la pace sarà maggioranza e allora verrà il tempo nuovo.

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Enrico Rossi: un Pd diverso e una leadership diversa

Il PD esce da questo scontro con molte ferite. Alcune potevano essere evitate. Molte si possono e si devono curare. Non è il momento delle recriminazioni ma del dialogo e dell’unità. Serve un PD più aperto ai drammi della società, più forte, più organizzato e più radicato tra i ceti deboli, con un netto profilo di sinistra.

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Viva il referendum, “Quién sabe?”

«Quién sabe?» chi lo sa, dice El Cruncho prima di ammazzare Bill Niño. Poi dà i soldi a uno del popolo che c’era lì e gli dice «non comprarte pan, compra dinamite» e scappa. Chi lo sa il referendum? Prima del voto e di qualsiasi commento, dico: viva il referendum. Ci fa una domanda spesso…

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L’occidente, l’utopia. A proposito dell’identità di sinistra

“A un certo punto della loro vita storica i gruppi sociali si staccano dai loro partiti tradizionali, cioè i partiti tradizionali in quella data forma organizzativa,… Quando queste crisi si verificano, la situazione immediata diventa delicata e pericolosa, perché il campo è aperto alle soluzioni di forza, all’attività di potenze oscure… Come si formano queste…

Pci Pd

Referendum: dopo il 4 avanti un altro per ricostruire

L’unica buona notizia che viene dal fronte del referendum è che è finalmente finita la campagna elettorale. Si dice che sia stata la più brutta, temo che le prossime batteranno questo infame record. Probabilmente è stata la più “falsificata” perché non è mai stato vero che chi voterà SI sarà un nemico della democrazia e…

Referendum Costituzionale

Perché Sì (alla Prodi, alla Rossi)

Non voglio morire renziano. Ma questo con il referendum non c’entra proprio nulla. Domenica si vota unicamente per stabilire se la riforma costituzionale approvata dal Parlamento dovrà essere anche approvata dagli elettori. Sì o No, tertium non datur. Ribadisco, voterò sì e ora ho anche un argomento in più. Me lo ha dato la mamma…

Mps22

MPS, i giorni decisivi, sperando nel referendum

L’assemblea dei soci di MPS ha approvato a larga maggioranza l’aumento di capitale di capitale da 5 miliardi di euro, la conversione in azioni su base volontaria di 4,3 miliardi di bond subordinati e la cessione di 28 miliardi di sofferenze lorde dell’istituto. Alessandro Falciai, il terzo azionista, è stato eletto presidente e Massimo Egidi entra…

Renzi The Economist

The Economist: “Italiani, non fatevi ricattare”

L’Economist è stato fondato nel 1843. Il suo orientamento politico è il liberismo economico, di stampo centrista. Dal 12 agosto 2015 Exor, la holding della famiglia Agnelli, è diventata il primo azionista del settimanale economico inglese passando dal 4,7% al 43,4%. L’attuale direttrice è Zanny Minton Beddoes. L’articolo che pubblichiamo, Per The Economist, è senza firma…

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Non “basta la mossa”

Ha ragione Giorgio Napolitano, questa riforma non contiene nulla di miracolistico. E’ comunque un primo utile passo in avanti. Non ci sto al giochino dei “se”. Per me non basta la mossa. E’ così che difendo la Costituzione e la legalità formale che la ispira.