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Mattarella, un discorso rigoroso tra prudenza e ardimento

È partito proprio da un richiamo senza se e senza ma alla pace il capo dello Stato nel suo messaggio di Capodanno. Senza reticenze sulle guerre in corso e su quelle minacciate. Di qui il richiamo all’attacco della Russia all’ Ucraina, di qui quello dell’attacco di Hamas, ma anche alla sproporzionata reazione militare israeliana sulla striscia di Gaza. Per Mattarella non si tratta di un buonismo retorico ma della necessità di costruire una vera e propria cultura della pace che dia qualità ad essa e si diffonda soprattutto tra i nostri concittadini.
E qui il richiamo è al ritorno della politica. La quale non è fatta soprattutto di social e sondaggi ma deve concretizzarsi nella partecipazione attraverso gli strumenti costiituzionali. Primo fra tutti quello del voto.
E qui viene il problema delle difficoltà che finora hanno avuto i giovani a far valere i propri diritti nel mondo del lavoro e non solo.
Mattarella nei suoi richiami non ha mancato di stigmatizzare chi, per esempio, sulla questione dei migranti si volta “dall’altra parte” e chi con il diffuso ricorso all’evasione fiscale non agevola certo il cammino comune.

L’Italia ha, insomma, bisogno di coesione e unità e questa dovranno costruirla in primo luogo i più giovani con un robusto ritorno alla valorizzazione degli strumenti istituzionali che ci sono e che sono garantiti dalla Costituzione.

Naturalmente il capo dello Stato non è entrato nello specifico delle riforme costituzionali, tipo premierato, che ridurrebbe il ruolo centrale della presidenza della Repubblica. Quello che è certo è che il tono alto e i forti richiami alla storia politica e alla robusta cornice istituzionale del Paese sono lontani da quel dibattito su quella che dovrebbe essere la madre di tutte le riforme, ovvero una modifica costituzionale in senso presidenziale fatta di sindaci d’Italia e uomini soli al comando.

Insomma, un discorso quello di Mattarella, da presidente della Repubblica.
Prudente ma senza reticenze, con una buona dose di ardimento nel difendere le istituzione e rimettere al centro del dibattito la buona politica fatta soprattutto di diritti e partecipazione.

Immagine in evidenza: Il Capo dello Stato Sergio Mattarella durante il discorso di Fine Anno 2023

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