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Mirko Tutino: La sinistra, tra palchi e realtà

La capitale italiana, nella seconda metà di giugno, è calda ed assolata. Ma c’è chi ha scelto di venire a Roma per cercare una boccata d’aria fresca.

La grande manifestazione della CGIL di sabato 17 giugno contro la reintroduzione dei voucher ha visto il ritorno in piazza centinaia di migliaia di persone. Non è semplice salire su un treno o su un pullman la mattina presto per passare la giornata in marcia sotto il sole contro un provvedimento già approvato.

Il più grande sindacato italiano ha dimostrato di essere ancora un’organizzazione di massa, capace – dopo le milioni di firme raccolte – di unire e rappresentare un intero popolo nel nome della dignità del lavoro. Nessun leader politico, oggi, sarebbe capace di mobilitare così tante persone.

Ad un Governo ed alle forze politiche che lo sostengono, che raccontano che grazie al Jobs Act ed ai voucher si sono creati più posti di lavoro, abbiamo risposto che con un voucher non si ottiene un mutuo in banca per comprare una nuova casa. Abbiamo risposto che i voucher hanno incrementato – e non ridotto – il lavoro nero ed hanno sostituito forme di lavoro più garantite.

Non si può evocare il centrosinistra e sostenere, al contempo, la scelta dei voucher. Si può, invece, costruire, intorno a battaglie fondamentali come quella per la dignità del lavoro, l’unità di una sinistra che sappia recuperare il rapporto con milioni di persone.

Nella foto: La manifestazione al Brancaccio indetta da Tomaso Montanari e Anna Falcone

E, parlando di unità, credo che bene abbia fatto Articolo UNO – con Enrico Rossi, Arturo Scotto, Miguel Gotor, Alfredo D’Attorre, Massimo D’Alema, Francesco Laforgia – a partecipare alla grande assemblea del Brancaccio del 18 giugno convocata da Tomaso Montanari ed Anna Falcone. Un’iniziativa da molti letta in contrasto con quella del primo luglio lanciata da Articolo UNO e Campo Progressista.

Questa lettura sarebbe un errore. Io credo che solo una forza politica di massa possa contrastare le politiche di austerità, restituire dignità al lavoro, governare i beni comuni tutelando l’ecosistema e la qualità della vita delle persone. Per poter costruire questa forza va abbandonato ogni narcisismo e deve essere abbattuto ogni veto.

Non esistono patenti da assegnare ai più puri, ai più civici, ai più coerenti con lo spirito del 4 dicembre, anche perché la Costituzione non può rinchiudersi in un solo partito o movimento politico.

Nessuno escluso, dice il manifesto dell’iniziativa del primo luglio. Nessuno escluso in un campo politico chiaro e coerente capace di rappresentare un popolo che oggi chiede disperatamente un progetto per poter andare a votare senza le sofferenze degli ultimi vent’anni.

Nella foto: Le bandiere della manifestazione di Roma indetta dalla Cgil contro i voucher

È un percorso difficile ed ambizioso. Le prossime settimane saranno fondamentali per costruire questo campo e radicarlo nei cuori delle persone e nel territorio. Smettiamola di discutere di collocazioni, pseudoprimarie di una pseudocoalizione con Renzi, leadership, alleanze e definizioni.

Con Enrico Rossi in questi mesi abbiamo portato in Italia il progetto di una “Rivoluzione Socialista” ed abbiamo riempito decine di sale. Un progetto che ora può contribuire ad un soggetto ampio e plurale, caratterizzandolo nella difesa dei più deboli.

O la sinistra lavora per questo, o non è.

Nella foto di copertina: Silvia Prodi, Enrico Rossi e Mirko Tutino a Roma alla manifestazione indetta dalla Cgil contro le reintroduzione dei voucher

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