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5 dicembre 2016

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L’Argine mondo: la sconfitta di Renzi

La vittoria del NO al referendum costituzionale e il successivo annuncio di dimissioni di Matteo Renzi hanno fatto il giro del mondo. Raccolte qui alcune delle analisi apparse sui quotidiani esteri.

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Renzismo: storia di una rivoluzione fallita

La sconfitta referendaria è come il fondo di un caffè. Svela l’oroscopo del renzismo. Quale occasione migliore, dunque, per raccontarne le due o tre cose che abbiamo capito di esso? Storicizzare Renzi, si disse, per comprenderlo. Ed è così che sul fare della sera la sua realtà si tinge di chiaro e di scuro.

Si No

Ora o mai più

Ne stiamo leggendo e sentendo veramente tante, forse pure troppe, ma una vera e propria analisi della sconfitta nessuno la sta facendo, e questo è grave. Eppure i primi dati parlano già chiaro: affluenza record in controtendenza con quella delle regionali, comunali e delle più lontane elezioni europee. Cosa ha spinto gli italiani, che negli…

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Il giorno dopo, come ricostruire il campo della sinistra

Si è aperta, immediatamente dopo aver avuto la certezza della sonora e, per i numeri, inaspettata sconfitta elettorale per i sostenitori della riforma costituzionale, la caccia all’errore, alla responsabilità madre che sta alla radice del clamoroso risultato. Faccio da molti, troppi, anni politica e ho consumato fiumi di inchiostro sulla “Settimana Enigmistica”, per non aver…

Renzi dimissioni

Dopo Renzi: un pacificatore nel Pd che si opponga ai “signori della guerra”

Chi vuole pacificare non deve presentarsi a mani nude, non deve essere chiamato da un signore della guerra, deve contrapporsi a tutti i signori della guerra. Se il Pd vuole la pace subito, sarà più facile. Ma prima o poi, chi vorrà la pace sarà maggioranza e allora verrà il tempo nuovo.

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Enrico Rossi: un Pd diverso e una leadership diversa

Il PD esce da questo scontro con molte ferite. Alcune potevano essere evitate. Molte si possono e si devono curare. Non è il momento delle recriminazioni ma del dialogo e dell’unità. Serve un PD più aperto ai drammi della società, più forte, più organizzato e più radicato tra i ceti deboli, con un netto profilo di sinistra.